(anche dai dispositivi elettronici)

Cari amici, stiamo entrando nel tempo santo della Quaresima: è un tempo che ha un profondo significato spirituale legato alla preparazione del cuore e della mente per la celebrazione della Pasqua. 

Quaresima è un tempo di pentimento e riflessione sui propri peccati. Siamo incoraggiati a esaminare la nostra vita, a riconoscere i nostri errori e a cercare umilmente il perdono di Dio. Il digiuno e l’astinenza, previsti in questo periodo, non sono solo atti di sacrificio fisico, ma anche spirituale. Rinunciando a certi cibi o abitudini, cercheremo di approfondire la nostra relazione con Dio e di diventare più consapevoli delle nostre dipendenze terrene. Le disposizioni del digiuno e dell’astinenza trovano la loro ispirazione e forza dal canone 1249 del Codice di diritto canonico: 


«Per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera, facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l'astinenza».


Queste disposizioni normative sono la determinazione della disciplina penitenziale della Chiesa universale, che i canoni 1251 e 1253 del Codice di diritto canonico affidano alle Conferenze Episcopali.

  • La legge del digiuno «obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate». (in pratica, si può di saltare il pranzo oppure la cena)
  • La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.
  • Il digiuno e l’astinenza, nel senso sopra precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il Rito ambrosiano) e il Venerdì della Passione e Morte del Signore nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino alla Veglia pasquale.
  • L’astinenza deve essere osservata in tutti i singoli venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell'anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l'astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.
  • Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato; alla legge dell'astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.
  • Dall'osservanza dell'obbligo della legge del digiuno e dell'astinenza può scusare una ragione giusta, come ad esempio la salute. Inoltre, «il parroco, per una giusta causa e conforme alle disposizioni del Vescovo diocesano, può concedere la dispensa dall'obbligo di osservare il giorno di penitenza, oppure commutarlo in altre opere pie».

A questo proposito sarebbe bello che si scegliesse insieme un giorno della settimana, possibilmente il venerdì, durante il quale digiunare anche dai dispositivi elettronici come lo smartphone, la televisione o il computer. 

Ormai siamo completamente dipendenti da questi dispositivi e siamo convinti che non si possa più vivere senza, eppure una volta non c’erano e si viveva benissimo ugualmente. Anche saltare un pasto sembra una cosa impossibile; eppure, è capitato a tutti noi di farlo e non siamo mai morti per avere saltato un pasto. Naturalmente, saltare un pasto o digiunare dal telefono, non è per un fine a sé stesso ma è per avere più tempo per pregare e per stare con Dio che è l’unica nostra autentica sorgente di vita. 

Durante la Quaresima, siamo invitati a intensificare le nostre pratiche di preghiera e meditazione. Questo ci permette di avvicinarci a Dio e di riflettere sulla Passione e la Resurrezione di Cristo. La Quaresima è anche un tempo per aumentare le opere di carità. Aiutare i bisognosi e fare atti di carità sono modi per vivere concretamente il Vangelo e imitare l'amore di Cristo per l'umanità. Il periodo quaresimale rappresenta un cammino di purificazione e rinnovamento spirituale. È un tempo per abbandonare vecchie abitudini e per adottare nuove pratiche di virtù e santità. 

In sintesi, la Quaresima è un tempo dedicato a un profondo rinnovamento interiore, un'opportunità per rafforzare la fede, riconnettersi con Dio e prepararsi a celebrare la gioia della Resurrezione a Pasqua.

Il vostro parroco, don Andrea