Leggere i segni dei tempi, accogliere le domande dei giovani

La domanda provocatoria di Don Alessandro: “È possibile educare buoni cristiani e onesti cittadini?” ha dato il via a una tavola rotonda ricca di spunti di riflessione sul tema dell’educazione, lo scorso 30 gennaio nel salone dell’oratorio di Canonica d’Adda.

All’evento hanno partecipato Don Cristiano Passoni, assistente generale diocesano dell’Azione Cattolica, il sindaco di Fara Gera d’Adda, Raffaele Assanelli, Andrea Belli, docente di matematica e fisica e Virna Grazioli, presidente dell’Associazione Al di la del mio naso c’è…  e responsabile dell’area educativa dell’azienda agricola L’orto che fa la differenza e della società cooperativa sociale 1000 note per educare.


DON CRISTIANO PASSONI

Assistente diocesano Azione cattolica 
Educare alla vita buona del Vangelo: una sfida per il presente.

Durante la tavola rotonda sull’educazione, Don Cristiano Passoni ha sottolineato un concetto fondamentale: educare significa collocarsi nel tempo e aiutare a vivere una vita buona, ispirata dal Vangelo.

Per educare, il primo passo è interpretare la storia e il tempo in cui viviamo. Oggi ci troviamo in un passaggio d’epoca, come ricorda Papa Francesco: le domande che si pongono i giovani sono diverse da quelle del passato. Tuttavia, la difficoltà principale che vivono le nuove generazioni è la mancanza di una destinazione chiara, una direzione che dia senso al loro cammino.

Molti giovani faticano a guardare al futuro perché non vedono una strada definita davanti a sè. Questo genera insicurezza, smarrimento e disorientamento. Ritrovare le radici diventa quindi essenziale per dare un senso alla vita e per riscoprire il significato del proprio percorso.

In questo contesto, l’Azione Cattolica gioca un ruolo chiave nel tenere viva la fede dei laici e nel dare un contributo concreto alla chiesa locale. Si tratta di un’associazione composta da laici, con un presidente laico, mentre il sacerdote svolge il ruolo di guida spirituale.

La missione dell’Azione Cattolica è offrire formazione, servizi e accompagnamento per tutte le generazioni, in stretta collaborazione con i percorsi parrocchiali. La sua attenzione è rivolta alla preghiera, al pensiero e alla passione per la vita di fede e la vita sociale.

Pregare: la preghiera non è solo un atto spirituale, ma un momento di riflessione che si traduce in azione concreta.

Pensare: è essenziale educare a una fede consapevole, capace di interpretare il tempo presente.

Appassionarsi: la vita cristiana deve essere vissuta con entusiasmo e impegno, nel servizio agli altri e nella costruzione di una società più giusta.

Quest’anno, l’Azione Cattolica ha voluto porre particolare attenzione alla formazione dei consigli pastorali e delle assemblee sinodali, strumenti fondamentali per la vita comunitaria della Chiesa.

Educare oggi significa dunque saper leggere i segni dei tempi, accogliere le domande dei giovani e offrire loro un cammino concreto, radicato nei valori del Vangelo e capace di illuminare l’intera esistenza.


ANDREA BELLI 

Docente di matematica e fisica 
Scuola e educazione: il ruolo dell’insegnante tra formazione e relazione.

Il professore di matematica Andrea Belli ha offerto una riflessione profonda sul ruolo della scuola, sottolineando che essa ha due compiti fondamentali:

  1. Educativo: riguarda la relazione tra docente e studente, la trasmissione di valori e il supporto nella crescita personale;
  2. Formativo: riguarda l’insegnamento delle materie e delle competenze quindi “tutto ciò che si scrive sulla lavagna”.

Nella scuola di oggi, l’aspetto formativo tende a prevalere, con un forte focus sul trasferimento di nozioni. Tuttavia, un bravo insegnante non deve solo essere competente nella propria disciplina, ma anche capace di comunicare, coinvolgere e comprendere gli studenti.

Ogni docente dovrebbe chiedersi ogni mattina: 

  • Chi devo educare? Ricordando che davanti a sè ha una persona con bisogni, sogni e difficoltà.
  • A cosa devo educare? Qual’è il vero obiettivo del mio insegnamento?

Un elemento fondamentale dell’educazione è insegnare la fatica, intesa come il valore dell’impegno e della responsabilità. Nella società  attuale, sempre più orientata all’individualismo, è inoltre essenziale favorire la socialità  e le dinamiche relazionali tra gli studenti.

L’educazione, infatti, non è mai un processo a senso unico: si tratta di uno scambio continuo tra educatore ed educando, in cui entrambi crescono e imparano.

Da ultimo il professor Belli ha condiviso un’esperienza comune tra i docenti di materie scientifiche: prima o poi, uno studente chiede come possa credere in Dio un insegnante di matematica.

La sua risposta è che non esiste una verità senza la fede, così come non esiste conoscenza senza la ragione. Credere significa non smettere di riflettere.


RAFFAELE ASSANELLI 

Sindaco di Fara Gera d’Adda
La politica come forma di carità 

Nel suo intervento alla tavola rotonda, il sindaco di Fara Gera d’Adda ha richiamato un’importante affermazione di Paolo VI: “La politica è la forma più alta di carità”.

Partendo da questa idea, ha sottolineato la necessità  di una politica educante, capace di mettere al centro gli ultimi e di lavorare per il bene comune.

La formazione politica di Assanelli si deve non solo all’adesione all’Azione Cattolica ma anche ai contenuti del documento della Conferenza Episcopale Italiana nel 1981 “La chiesa italiana e le prospettive del paese” che invita tutti, credenti e non, a collaborare per il bene comune, superando divisioni e costruendo un futuro basato su giustizia, solidarietà e speranza. Assanelli ha riconosciuto invece come modello del suo agire politico concreto quello di Giuseppe Longhi, ex sindaco di Romano di Lombardia. 

Il sindaco ha poi evidenziato tre aspetti fondamentali dell’educazione alla politica:

  • educare all’unità , cercando sempre il dialogo e le soluzioni che uniscono invece di quelle che dividono;
  • educare al rispetto reciproco, riconoscendo il valore di ogni persona e delle sue idee;
  • educare alla speranza, che permette di guardare al futuro con fiducia e di costruire un dialogo costruttivo con gli altri.

In questo modo, la politica diventa uno strumento per servire la comunità , promuovendo una società  più giusta e solidale.


VIRNA GRAZIOLI 

Musicista
L’unicità, l’irripetibilità e la diversità nella formazione dei giovani: il pensiero di Virna Grazioli.

Virna Grazioli ha aperto il suo intervento citando il suo modello di “maestro” Manuel Pecchenini: “Se l’unità di misura fosse l’unicità, tutti avremmo le stesse possibilità”.

L’unicità di ogni persona è principio fondamentale che guida il suo agire educativo e si esprime nella volontà di stare con gli altri, nell’arte e nella natura.  

Per questo è nata l’associazione “aldilà del mio naso c’è…” come scuola di volontariato, la “società cooperativa sociale 1000 note per educare” come scuola delle arti e l’azienda agricola “l’orto che fa la differenza”come scuola di lavoro.

Virna ha sottolineato come spesso gli educatori e gli adulti siano troppo concentrati sull’aggiungere o sull’interferire nelle esperienze dei giovani. Piuttosto, l’educatore dovrebbe essere guida capace di togliere, di dare spazio all’essenziale, di lasciare la possibilità anche di sbagliare.

La  bellezza dell’essere umano si sintetizza in tre parole chiave:

  1. Unicità: ogni persona è unica, non intesa come una minoranza, ma come un valore da esplorare e comprendere soprattutto guardando i bambini quando giocano…
  2. Irripetibilità: la consapevolezza che la vita ha un inizio, una durata e una fine. Ogni persona vive una storia unica che non può essere replicata.
  3. Differenza: riconoscere e valorizzare le diversità che arricchiscono la comunità, il gruppo senza paura delle differenze.


Quindi, com’è possibile educare buoni cristiani e onesti cittadini?

Per don Cristiano occorre avere la capacità di leggere il tempo e di ritrovare le sorgenti.

Per Raffaele è necessario costruire una società che ricerca l’unità , educa al rispetto e alla speranza.

Per Andrea è educare alla fatica e alla socialità.

Per Virna occorre riconoscere che ogni essere umano è unico, irripetibile e differente.

Per don Alessandro è affidare i nostri giovani a San Francesco che nella preghiera semplice ci invita a vivere secondo i principi cristiani di amore, perdono e servizio. 


Simona Viganò